Post

Tutto può succedere. Quel luogo in cui le stelle sorseggiano il caffé assieme al sole

Immagine
Svegliarmi appena prima della città. Fare un po' di rumore, un po' di melodico frastuono per contribuire allo schiudersi dei suoi occhi velati di nebbia e sogni. Vederla così, in un delicato, seducente spazio a metà tra notte e mattina, come in queste fotografie che ho avuto l'ardire di scattare. Io, che non avrei neanche l'ABC per ritrarre uno dei ciottoli levigati che ricoprono questi sentieri urbani, ho sentito il desiderio di portare con me l'immagine della città poco prima dell'alba, questo mosaico di case, di sentieri, di incontri, di luci. E di volti semplificati che nascondono vite non semplificabili. Storie di mari in tempesta che la nostra percezione s'illude di poter sintetizzare in lineari etichette esplicative. Come se quel mare celato oltre gli sguardi delle persone potesse essere imbottigliato. 
Torniamo però a questo cielo, a questa atmosfera. È notte? È mattina? Non lo so. La luna sfolgora in un cielo mattutino, i passi disegnano le strade i…

25 APRILE 1945 di Sara Chessa

Immagine
Il tempo era prigioniero
di un istante d'oscurità.
Forziere di sogni deformati,
lucenti ideali deviati
e tutto, davvero tutto,
sembrava perduto.

Poi gocce che fan traboccare
il vaso dell'umana indifferenza,
vedo tanti, sinceri, partire,
di donarsi non posson far senza.
Confusi, intravedono luce
e sfidano la nebbia densa.

 Distillano una goccia di fuoco
gli eserciti di terrene creature
e senza saperlo si uniscono
a schiere d'angeli che avanzano pure:
il Cielo da tempo era in guerra,
seppure tracce non troverai  sulla terra.

Solo di spade sguainate da uomini
raccontano, le fotografie della storia,
ed io ti dico, sii grato e lucido,
almeno di queste si nutra la tua memoria.

Dello spirito di chi, anche nella fosca nube
pur non cogliendo i contorni del vero,
riconosceva, lontana, la luce.

E per quella luce intravista,
col corpo e col cuore salpò.
Sebbene per la libertà sia lungo il sentiero,
io quel primo giorno di Sole non scorderò.






IL PAESE IN CUI CHIESE E MOSCHEE CONDIVIDONO LA STESSA PIAZZA Ricordi di un viaggio in Kosovo

Immagine
Una chiesa ortodossa e una moschea, vicine, nello stesso piazzale. Succede a Ferizaj, suggestiva città del Kosovo orientale. Un simbolo, una realtà: chi conosce la vera storia della guerra che ha interessato questa regione balcanica alla fine degli anni Novanta del Novecento, sa che non si trattava di un conflitto religioso.  Se ha finito per apparire tale, lo si deve al fatto che una delle due componenti etniche coinvolte nella guerra - quella serba -  ha visto la propria storia intrecciarsi in maniera indissolubile con la chiesa cristiano-ortodossa e quest'ultima ha finito per rappresentare un simbolo del regime politico di Milosevic, oscura figura responsabile di aver condotto  azioni di genocidio nei confronti dei kosovari di etnia albanese, che hanno sempre rappresentato la componente maggioritaria della popolazione locale. C'è chi dice che, durante la guerra, l'istituzione ecclesiastica ortodossa non si sia mai espressa in maniera univoca contro il dittatore serbo. …

IL CASTELLO DELLE ILLUSIONI di Sara Chessa

Immagine
Il cuore armato di spada lucente assedia il castello della mente,  nelle segrete son prigioniere  da antiche epoche le mie mani. Grandinate di fulminei fendenti  su gabbie di bolle di sapone,  il filo invisibile le mani congiunge  non più alle fantasie, ma al cuore.  Teatro di spettacolari pensieri,  sulla realtà come volute di veli,  la lama del cuore cavaliere  come farfalle di carta crespa  ora inizia a farle cadere.

IRAQ, UNA GABBIA COSTRUITA ATTORNO A MOSUL. L'Isis si prepara a utilizzare migliaia di civili come scudi umani

Immagine
Venti febbraio. Una data in cui m'illudevo di poter scrivere tra le pagine di questo blog una bella notizia, accompagnata dalle fotografie dei volti sorridenti di Fadi (nome di fantasia per un personaggio reale) e della sua famiglia. "Fadi è arrivato a Baghdad", avrei potuto dirvi. Non è andata così e sono qui per trasmettervi le testimonianze dirette che anche oggi continuano ad arrivare al mio smartphone  attraverso quest'uomo coraggioso, in pericolo di vita per i suoi ideali elevati.  Dopo il fallimento di ogni tentativo di ottenere un appuntamento all'Ambasciata italiana per la richiesta di visto, dopo il silenzio di Matteo Renzi e quello dell'Ambasciatore italiano a Baghdad, al quale pure la storia di Fadi era stata fatta pervenire, uno splendido fulmine a ciel sereno ha attraversato qualche settimana fa la vita di Fadi: all'improvviso, arriva una risposta dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che aveva contattato qualche mese fa. …

ALLA RICERCA DEL DIRITTO D'ASILO PERDUTO. UNA FAMIGLIA IRACHENA IN FUGA DAL TERRORE. E QUELLA LETTERA A MATTEO RENZI RIMASTA SENZA RISPOSTA

Immagine
Dall'ultima volta che la Civetta Poetica ha parlato di Fadi e della sua famiglia sono trascorsi diversi mesi. La ragione di questo silenzio non risiede, tuttavia, in un'assenza di notizie da parte del nostro amico iracheno. Sono stati, invece, mesi costellati di scambi di lettere in cui abbiamo cercato di fare tutto il possibile per raggiungere un obiettivo essenziale: un visto temporaneo che permettesse ad Fadi e alla sua famiglia di lasciare le tormentate rive del fiume Tigri per volgersi verso il nostro Paese.  L'ultimo post su di lui accennava al viaggio del mio amico e dei suoi familiari verso Baghdad. Un viaggio che non si è mai potuto compiere, per via dei continui combattimenti attorno alla piana di Ninive. Questi scontri, tra le forze governative e quelle che fanno invece capo allo Stato Islamico, rendevano quasi impossibile uno spostamento. Nonostante questo, abbiamo cercato di ottenere un appuntamento all'Ambasciata italiana a Baghdad per la richiesta di vist…

MENZIONE D'ONORE PER LA CIVETTA POETICA AL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "PENNA D'AUTORE"

Immagine
Ecco la poesia grazie alla quale ho ricevuto una menzione d'onore al Premio Letterario Internazionale "Trofeo Penna d'Autore". In questi giorni mi è stata spedita l'antologia con le migliori poesie partecipanti. In attesa di farvi scoprire i versi di altri poeti, condivido con voi i miei.



















TUTTO DA SCOPRIRE (di Sara Chessa)
Regalami una mappa misteriosa
per sfuggire a chi crede di sapere
e mai esser contagiata da chi vaga
certo che non vi sia niente da scoprire.

Regalami un enigma che cattura,

che mi spinga a solcare sette mari

pur di cogliere i fiori vellutati

che saranno il mio unico vestito.

E quando mandi a svegliarmi il sole caldo,

ci sia fascino e sorpresa nei miei occhi:

per lui voglio esser folle gioco nel deserto

e pace nel frastuono di un paese di balocchi.